“Investire nelle cose belle” La nostra forza

Ci sono quei premi che riempiono d’orgoglio perché ti fanno capire che il lavoro fatto, i sacrifici e le battaglie
vinte contro i pregiudizi e le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. Il Premio Rotondi 2017 ci ha visti protagonisti: “PREMIO SPECIALE” per aver recuperato dimore di campagna e il Mulino nel Montefeltro, convertendola a struttura per ospitare ed aiutare persone con differenti tipologie di disagio, mantenendo intatto l’antico spirito sociale e solidale della civiltà contadina”. Con questa menzione il Dottor Ferruccio Giovanetti tra gli applausi convinti di una platea d’eccezione ha con orgoglio alzato in alto il premio conferitogli ed assegnatogli da una giuria d’esperti nel campo dell’arte, giornalismo e cultura in generale (tra i quali spiccano il Professor Sgarbi e il Giornalista
Giannella). La Ventesima edizione del Premio Rotondi ai Salvatori dell’arte (quest’anno dedicato alla memoria di
Khales al-Assad, l’archeologo eroe e martire di Palmira) prende il nome dall’ex soprintendente di Urbino Pasquale Rotondi, che coordinò l’Operazione Salvataggio di più di 7000 tesori d’arte italiana nascondendole nel Montefeltro e difendendole così dai Nazisti durante la sanguinosa seconda Guerra Mondiale.

Tutto ruota intorno al concetto di bellezza, di attrattiva, di passaggio dalla cura di particolari arrivando alla creazione di un luogo sicuro, conviviale, ospitale, con i muri spessi di un tempo che trasmettono calore e freschezza nelle camere dei ragazzi ospitati, con gli oggetti antichi mantenuti da mani sapienti, ora lì ad arredare le camere e raccontare storie di mode passate ma mai superate, gli attrezzi e le mansioni che parlano di storie vissute, la cura del verde, l’orto e gli animali che mezzo
secolo fa erano lavoro e vita ed oggi sono cura e terapia per i ragazzi che li seguono con passione.

Questa è la comunità Molino Giovanetti.

Il Molino Giovanetti si regge su un filo spesso che lega il passato al presente, la tradizione famigliare di un tempo all’imprenditoria di oggi, l’antico al moderno, le difficoltà passate di chi viveva qui investendo tutta la vita nel lavoro incessante di braccia prestate senza diritto di relica alla propria terra, alle difficoltà “Investire nelle cose belle” La nostra forza.


Intervista a Giovanetti
«Qui la famiglia aiutava a partorire e a mettere al mondo i figli. Il nucleo del Mulino Giovanetti risale alla fine del
settecento. I miei bisnonni fondarono questo mulino, che a quei tempi era tutto, era la vita, si macinava il grano
e si produceva la farina. Era un mulino ad acqua e lo abbiamo conservato bene nei suoi 300 anni, poi ovviamente i tempi, la tecnologia, hanno superato questo tipo di lavorazione e quindi è stata abbandonata la struttura. Io l’ho ripresa tutta, l’ho recuperata e ho dato ospitalità a persone che ovviamente hanno un disagio sociale serio. Tutti questi ragazzi e ragazze che noi abbiamo ospitato qui, fanno un percorso di riabilitazione e molti di loro riescono a tornare nelle proprie case, nelle proprie famiglie e reinserirsi socialmente. Nei periodi in cui vi era abbondanza dell’acqua, il mulino macinava tutto il giorno e tutta la notte. Mario e la Ilda erano i mugnai, i miei nonni, durante l’estate il mulino si fermava per la poca acqua al fiume Conca e ci si dedicava di più alla campagna. Oggi il mulino dà altri frutti che non sono solo farina, ma recupero dei nostri ospiti, che possono sostenersi grazie al loro lavoro ed ai professionisti a disposizione, educatori, psicologi, psichiatri, assistenti. Tonino guerra. A lui abbiamo dedicato
alcune frasi famose. ‘L’aria è quella roba leggera che ti gira intorno alla testa e diventa più chiara quando ridi”.
Tonino, è venuto qui all’inizio della ristrutturazione, era solito girare in questi posti e guardare queste zone un
po’ dimenticate. È capitato qui, e mi aveva chiesto che cosa avevo intenzione di fare di questa struttura. Purtroppo non è potuto tornare a vedere quello che abbiamo realizzato. Questo è il messaggio che porta il Mulino:
oltre a recupero dello stessa struttura si possono anche recuperare le persone»e disagi dei ragazzi ospitati qui oggi
e chiamati a difendere questo sito nel rispetto della storia, mossi dalla personale voglia di riscatto e dalla consapevolezza che qui si possono seriamente imparare delle “arti”.

Il premio vinto per la ristrutturazione del sito Molino Giovanetti è un riconoscimento alla bellezza, perché proprio su tale concetto il Gruppo Atena ha giocato l’azzardo di investire sul recupero delle vecchie strutture, mantenendo intatto lo stile antico dall’arredamento sia degli interni che dell’esterno, la sfida più grande è proprio questa, rinunciare alla resistenza di mobilia moderna solida e di minor investimento a favore di armadi, comodini e letti ristrutturati e riconsegnati al loro splendore di qualche secolo fa, che ogni giorno permettono ai ragazzi di svegliarsi in un camera che trasmette serenità, tranquillità e senso del dovere nel tenere un comportamento e atteggiamenti idonei alla cura e mantenimento di un ambiente rustico che rimanda ad un agriturismo di livello più che ad una comunità di recupero. Questo stile, inno alla bellezza, ha dimostrato, con il tempo, di essere in grado di alleggerire notevolmente i comportamenti aggressivi verso persone e cose mossi dalla patologia e dal pensiero opprimente di lontananza da casa con il quale i pazienti ogni giorno lottano.
Esattamente come la bruttezza, anche la definizione di bellezza non è univoca: “bello” è qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di meraviglia, di estasi.
Spesso si definisce il bello come qualcosa che è buono, e in questo caso si attribuisce alla bellezza una caratteristica utilitaristica, che non è propria del termine. Altre volte una cosa bella è una cosa desiderabile, apprezzata ma non posseduta, e che proprio per questa mancanza di possesso risulta ancor più ricercata, ma che forse, per altri non è meritevole di attenzione. Altre volte è la passione per una data cosa a condizionare il nostro giudizio. Passione e
bellezza due concetti che muovono ogni giorno il lavoro e gli obiettivi del Gruppo Atena.
“..con le cose belle ci si cura più che non gli psicofarmaci perché l’ambiente è il 50% della cura..”

Cit. Dott. Ferruccio Giovanetti
Nicola Gorgolini

Mag 28, 2017 | Posted by in Eventi, News | 0 comments
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